Passeggiata all’aria aperta

Bella giornata, decido di uscire, mi farà di certo bene. Ho bisogno di sole, per le ossa  certo, ma ancora di più per allontanarmi dai miei pensieri o cercare di renderli più leggeri. Una volta preferivo uscire quando c’era vento, non serviva solo a scompigliarmi i capelli ma soprattutto a spazzare via qualche pensiero dalla testa, magari a scomporli, creare un caos, miscelarli, come in un frullatore, renderli più pesanti o polverizzati, ma mai gli stessi.
Ora, invece, ho bisogno di certezze e stabilità, di Luce e soprattutto calore.
Decido di entrare nel parco, è quasi vuoto a quest’ora e da sempre preferisco la quiete, il silenzio, al vociare della gente che sembra sempre che si diverta o che abbia tante cose da dire, su cui ridere di gusto, condividendo; invece io parlo sempre sottovoce e poco, con pochi.
Faccio un primo bel giro, sono contenta, riesco a stabilire un passo regolare, abbastanza cadenzato, respiro cercando di tirare giù la mascherina per depurarmi da tutto e staccare.
Voglio proseguire, decido di percorrere una seconda volta il sentiero naturalistico.
All’improvviso mi accorgo di essere in/seguita. Sento il rumore sulla ghiaia, deve essere vicinissimo, praticamente mi è alle spalle. Incomincia ad assalirmi un leggero timore… non c’è possibilità, per me, di allungare oltremodo il passo per via del mio piede sinistro, nè tantomeno pensare di correre per via delle retine. Non voglio voltarmi e farmi vedere spaventata, in fondo è pieno giorno ma sicuramente è un uomo e la cosa mi infastidisce parecchio, una donna non avrebbe motivo per starmi dietro in questo modo anzi, inizio a pensare che se fosse una donna, a questo punto mi farebbe ancora più paura, la cosa inizia ad inquietarmi: ad ogni mio passo corrisponde un suo passo sulla ghiaia con quel rumore un pò stridulo delle pietre smosse da tanta pressione… Decido, continuando a camminare, di sbirciare con la coda dell’occhio, tanto per far capire al mio potenziale assalitore che “Io non ho paura”: prima a sinistra – e non scorgo nessuno – poi a destra – ancora nessuno…

Focalizzo meglio il rumore alle mie spalle, lo associo al vuoto dietro di me… e decodifico, quasi imbarazzata di me stessa… realizzo che si tratta della sacca mezza vuota, e quindi leggerissima, che mi porto addosso, si muoveva in maniera asincrona con me, come un’eco…

Pubblicato da Anna racconta Anna

"Ora che era arrivato il cattivo tempo, potevamo lasciare Parigi per un qualche posto dove questa pioggia sarebbe stata neve che scendeva tra i pini e copriva la strada e i ripidi pendii delle colline e un'altezza dove l'avremmo sentita scricchiolare sotto i piedi tornando a casa la sera." ("Festa mobile" di Hernest Hemingway")

5 pensieri riguardo “Passeggiata all’aria aperta

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