Déjà vu

Mi svegliai ancora intorpidita dal sonno, un pò accaldata e con un leggero tremito nella testa, come solo quando si è bambini accade, quando si dorme a lungo nei pomeriggi caldi d’estate e ci si alza storditi, per un attimo privi di coscienza. Si rimane seduti sul letto nella stanza semioscurata, c’è silenzio intorno e si fa fatica a distinguere se è mattino presto o tarda sera e, nell’attesa che un suono o un rumore catturi la nostra attenzione, si assapora quel tempo oggi tanto lontano, in cui sembra che il mondo si sia fermato e che null’altro debba mai più capitare che non sia quel silenzio, quella pace di una casa accogliente dal gusto un pò dolce di ciliegie d’estate.

Pubblicato da Anna racconta Anna

"Ora che era arrivato il cattivo tempo, potevamo lasciare Parigi per un qualche posto dove questa pioggia sarebbe stata neve che scendeva tra i pini e copriva la strada e i ripidi pendii delle colline e un'altezza dove l'avremmo sentita scricchiolare sotto i piedi tornando a casa la sera." ("Festa mobile" di Hernest Hemingway")

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