Teoria della mente (*) – 2

Cap. 2

E alla fine dovetti capitolare, facendo un inchino alla testa un po’ matta e al cuore ballerino (sempre in cerca di un tempo e di un battito da saltare), dovetti cedere alla vita, ripensando di nuovo a quel pallone d’acciaio che mi spuntava nel grembo, duro, solido, deciso a  voler rimanere: dovetti abbandonare ogni speranza che si allontanasse spontaneamente da me, che scomparisse senza fare rumore, e quindi cedetti. Gli lasciai il controllo, il comando – certa che, un giorno, tutto sarebbe cambiato. Ancora una volta, la mia non era stata una scelta ma un abbandono, un’applicazione delle Teoria della mente (*): “lascio che sia, che di me avvenga ciò che le cose, tutte insieme, decidono di fare. Se non penso, non resisto, non mi spezzo. Non mi piego, nemmeno. Resisto, allontanandomi da me. Se io non mi vedo, neanche gli altri vedono me; se io non vedo, neanche gli altri vedono, ciò che mi accade, ciò che sta per accadermi, ciò che potrei stare per diventare. Teoria della mente (*): vedo ciò che voglio vedere, mi nascondo per non vedere” anche se la vita continua e accade, perché “Sempre la vita accade”, sempre.

Ed io sono un ponte.

A venti anni esatti da quel giorno, scopro che Io sono un Ponte.

La mia vita è capitata, continuata, accaduta, non vissuta ma portata avanti meccanicamente, perché la vita scorre, la vita è un fiume, la vita va avanti e non ritorna. Se non porti il passo, la vita scorre e tu rimani indietro.

Io sono un ponte tra la mia vita e quella degli altri.

<<Fermati>> gli dissi <<Fermati, ti prego!>> implorai spiegando  <<ho un cuore ballerino che salta i battiti a tempo per cercare il suo tempo. Non posso correre, non posso rincorrerti, posso solo aspettare. Fedele, ti aspetto, aggrappandomi al tronco dell’albero più grande, al centro del bosco, dove tu, se lo vorrai, potrai tornare a riprendermi. Io devo fermarmi e aggrapparmi alla roccia, al centro del fiume della vita che scorre impetuoso. Io non posso >> gli dissi ancora una volta << non posso rincorrerti, ho il cuore malato>>  indovina chi l’ha ammalato, avrei voluto aggiungere al mio monito, << rimango ferma allo scoglio del mare, dove le onde più alte non lo abbattono né lo smuovono, allontanandolo dal punto accordato.>>

Forse la mia vita non conta, se non nell’ottica di quella che mi sta davanti.

Avere una missione, chi tu sia o abbia voluto essere, non conta: conta se hai portato a compimento la tua missione, oppure no.

Teoria della mente (*):

Sembra che i bambini facciano un’associazione tra il loro “io” e gli occhi, il che suggerisce loro che coprendosi gli occhi o la testa, nessuno possa vederli.

Pubblicato da Anna racconta Anna

"Ora che era arrivato il cattivo tempo, potevamo lasciare Parigi per un qualche posto dove questa pioggia sarebbe stata neve che scendeva tra i pini e copriva la strada e i ripidi pendii delle colline e un'altezza dove l'avremmo sentita scricchiolare sotto i piedi tornando a casa la sera." ("Festa mobile" di Hernest Hemingway")

7 pensieri riguardo “Teoria della mente (*) – 2

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