Rossa

Questa mattina mi sono svegliata con la bocca impastata e un gran mel di testa, dentro una Ferrari rossa fiammante.Ricordo che ieri sera ero tornata in quel casinò dove prima lavoravo. Mi avevano sbattuta fuori perchè strizzavo l’occhio a qualche cliente, che quindi vinceva,Nessuna sporca situazione, nessun grosso imbroglio: io sono “pulita” non bevo, nonContinua a leggere “Rossa”

Anna (5)

Anna è quella bambina rimasta orfana per pura volontà, che decide che il suo posto è stare accanto al nonno finché il nonno c’è, perché col nonno non ha bisogno di niente, si sente protetta, al sicuro, anche se il nonno è un burbero miscredente, grosso come un lupo di mare che ha salpato inContinua a leggere “Anna (5)”

Anna (4)

Anna è cresciuta tenendosi dentro tutta la rabbia che quel corpo esile potesse contenere, corpo esile e muscoli tesi, nervi in superficie, pugni chiusi di chi è pronto a far sempre a botte, e mascelle da serrare, ad avvolgere quei denti bianchi come il latte di mammelle vergini ancora da sfiorare.Anna vide la luce inContinua a leggere “Anna (4)”

Anna (3)

Anna è un nome palindromo, può essere letto in entrambi i sensi, da entrambe le direzioni. Anna è un nome magico, pe questo ne sono ossessionata. Non ha un inizio, non ha una fine, non ha un passato né un punto di arresto.Anna è il divenire, Anna è adesso, ora, qui.Anna è come il numeroContinua a leggere “Anna (3)”

Anna (2)

Anna è tutto quello che ho. Anna è il tempo, la memoria, lo spazio, è il mio spazio.Ho conosciuto Anna quando era una bambina che giocava a fare l’adulta, al porto.La vedevo da lontano, sulle sue gambette esili, sotto la luce accecante che solo il sole della Sicilia sa regalare nei lunghi giorni di agosto.AnnaContinua a leggere “Anna (2)”

Lettera d’amore

“Non mi ingannai. ti riconobbi all’istante.

Albero e pietra scintillavano, senz’ombra.
La mia breve lunghezza diventò lucente come vetro.
Cominciai a germogliare come un rametto di marzo:
un braccio e una gamba, un braccio, una gamba.
Da pietra a nuvola, e così salii in alto.
Ora assomiglio a una specie di dio
e fluttuo per l’aria nella mia veste d’anima
pura come una lastra di ghiaccio. E’ un dono.” (Sylvia Plath)

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