Il Viaggio

“Mi ricordo ancora quell’orizzonte ampio e senza punti di riferimento, in cui solo il sole faceva da limite all’infinito. In quel momento capii che ciò che conta di fronte alla libertà del mare non è avere una nave, ma un posto dove andare, un porto, un sogno, che valga tutta quell’acqua da attraversare.” (Alessandro D’Avenia)

L’evoluzione del dolore

(31.01.2021) Un giorno tutto questo dolore passerà e forse, citando Peter Cameron, “ti sarà utile” Lo smarrimento che senti adesso si trasformerà in dolore sordo. Dolore sordo, significa dolore profondo, che senti solo tu, come una spina nel cuore che fa tanto, tanto male e durerà per lungo tempo.Poi, con il passare degli anni, quellaContinua a leggere “L’evoluzione del dolore”

“Mi ricordo della tua schietta fede”

“Dio [infatti] non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.” (Dalla seconda lettera di san Paolo apostoloContinua a leggere ““Mi ricordo della tua schietta fede””

‘Ossessione’ (*)

Shine out, fair ‘sun’, till I have bought a glass, that I may see my shadow as I pass”,
” …Splendi, bel ‘sole’, finché compro uno specchio per vedere la mia ombra quando passo”
(Cit. William Shakespeare, “Riccardo Terzo” Atto I, Scena II)

* metafora contrapposta: luce/ombra, in cui la luce è rappresentata dal fratello maggiore, Edoardo IV, e l’ombra, invece, è Riccardo

L’educazione. ..

“Dannata mamma, che ha speso una vita a insegnarmi la buona educazione, la morale e l’importanza di avere una cultura, e s’è scurdata di spiegarmi che senza un po’ di sana autostima l’educazione e la cultura servono a poco.”(Lorenzo Marone, “Magari domani resto”)

Lettera d’amore

“Non mi ingannai. ti riconobbi all’istante.

Albero e pietra scintillavano, senz’ombra.
La mia breve lunghezza diventò lucente come vetro.
Cominciai a germogliare come un rametto di marzo:
un braccio e una gamba, un braccio, una gamba.
Da pietra a nuvola, e così salii in alto.
Ora assomiglio a una specie di dio
e fluttuo per l’aria nella mia veste d’anima
pura come una lastra di ghiaccio. E’ un dono.” (Sylvia Plath)

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