“Che incendio, mio Dio, che incendio questo in cui mi struggevo di levarmi in volo per ritornare a te, via dalle cose terrene, e non sapevo cosa volevi far di me! Sta presso di te la Sapienza. Ma l’amore della sapienza ha il nome greco di filosofia, e per quel nome mi accendevo, leggendo. Si può sedurre, con la filosofia: c’è gente che usa il suo grande nome affascinante e nobile per imbellettare e mascherare i propri errori, e quasi tutti quelli di questa razza, contemporanei o precedenti all’autore, sono segnalati e bollati in quel libro. Là si mostra salutare il consiglio donato dal tuo spirito per bocca del tuo buon servo devoto: Badate che nessuno vi inganni con la filosofia e la vana seduzione conforme alla tradizione umana, conforme agli elementi di questo mondo e non conforme a Cristo, perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità. A quel tempo, lo sai, lume del mio cuore, ancora non conoscevo queste parole dell’Apostolo: ma in quell’esortazione bastava ad avvincermi l’invito, che il discorso mi faceva, ad amare non questa o quella setta ma la sapienza stessa, dovunque fosse: e a cercarla, conseguirla, possederla e stringerla a sé con forza. Quel discorso mi accendeva e mi faceva ardere, e in tanto fuoco una cosa sola mi raffreddava, che non vi comparisse il nome di Cristo, perché questo nome – secondo la tua bontà, Signore – questo nome del mio Salvatore, tuo figlio, il mio cuore ancora intatto l’aveva fiduciosamente succhiato col latte materno e lo conservava nel profondo. E senza questo nome qualunque opera, per quanto dotta e raffinata e veridica, non mi conquistava del tutto.”AGOSTINO, Confessioni 4, 4, 7-8

Sant’ AGOSTINO   Vescovo e dottore della Chiesa – MemoriaTagaste (Numidia), 13 novembre 354 – Ippona (Africa), 28 agosto 430 Sant’Agostino nasce in Africa a Tagaste, nella Numidia – attualmente Souk-Ahras in Algeria – il 13 novembre 354 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Dalla madre riceve un’educazione cristiana, ma dopo aver letto l’Ortensio diContinua a leggere ““Che incendio, mio Dio, che incendio questo in cui mi struggevo di levarmi in volo per ritornare a te, via dalle cose terrene, e non sapevo cosa volevi far di me! Sta presso di te la Sapienza. Ma l’amore della sapienza ha il nome greco di filosofia, e per quel nome mi accendevo, leggendo. Si può sedurre, con la filosofia: c’è gente che usa il suo grande nome affascinante e nobile per imbellettare e mascherare i propri errori, e quasi tutti quelli di questa razza, contemporanei o precedenti all’autore, sono segnalati e bollati in quel libro. Là si mostra salutare il consiglio donato dal tuo spirito per bocca del tuo buon servo devoto: Badate che nessuno vi inganni con la filosofia e la vana seduzione conforme alla tradizione umana, conforme agli elementi di questo mondo e non conforme a Cristo, perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità. A quel tempo, lo sai, lume del mio cuore, ancora non conoscevo queste parole dell’Apostolo: ma in quell’esortazione bastava ad avvincermi l’invito, che il discorso mi faceva, ad amare non questa o quella setta ma la sapienza stessa, dovunque fosse: e a cercarla, conseguirla, possederla e stringerla a sé con forza. Quel discorso mi accendeva e mi faceva ardere, e in tanto fuoco una cosa sola mi raffreddava, che non vi comparisse il nome di Cristo, perché questo nome – secondo la tua bontà, Signore – questo nome del mio Salvatore, tuo figlio, il mio cuore ancora intatto l’aveva fiduciosamente succhiato col latte materno e lo conservava nel profondo. E senza questo nome qualunque opera, per quanto dotta e raffinata e veridica, non mi conquistava del tutto.”AGOSTINO, Confessioni 4, 4, 7-8″

La parola mancante

Con le finestre spalancate, ogni estate vivo a stretto contatto con l’inquilina del piano di sopra che da luglio arriva, con i suoi pargoli, in quella che è la sua seconda casa, affinchè possano vivere giornate pressocchè piene, di mare. Lei ha una decina di anni meno di me, una decina di chili abbondanti menoContinua a leggere “La parola mancante”

Settembre (testo di Cristina Donà, sigla della serie “Anna” tratta dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti)

Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggeraIl fiume riposa negli argini aperti di questa distesaTu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumoreBasta solo lasciarle salire, basta solo farle entrareE’ tempo di imparare a guardareE’ tempo di ripulire il pensieroE’ tempo di dominare il fuocoE’ tempo di ascoltare davveroL’amore aContinua a leggere “Settembre (testo di Cristina Donà, sigla della serie “Anna” tratta dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti)”

“Il ver saprai col tempo; chè il il tempo sol mostra l’uomo giusto; il rio anco solo in un dì conoscer puoi.”

“perchè solo col tempo è possibile dimostrare l’innocenza di un uomo giusto; le prove della colpevolezza di un uomo malvagio si trovano invece molto più rapidamente.” (589-599 “Edipo Re” di Sofocle)

Musica nell’aria

“Era lì ma non gliene fregava niente.Non gliene importava niente di niente, l’unica cosa era la musica che stava suonando, le note che s’innalzano languide e laceranti e ipnotiche mentre lui chiudeva gli occhi e le vene nel collo gli si gonfiavano e e sembrava che con la sua tromba andasse alla ricerca di un’ideaContinua a leggere “Musica nell’aria”

L’educazione. ..

“Dannata mamma, che ha speso una vita a insegnarmi la buona educazione, la morale e l’importanza di avere una cultura, e s’è scurdata di spiegarmi che senza un po’ di sana autostima l’educazione e la cultura servono a poco.”(Lorenzo Marone, “Magari domani resto”)

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