Fotografia 1948 – Kikì Dimulà

Ho un fiore in mano forse.Strano.Nella mia vita deve essercistato un giardino un tempo. Nell’altra mano stringouna pietra.Con fiera grazia.Nessun sospettoper preavvisi di mutamenti,sentore di difese piuttosto.Nella mia vita deve essercistata ignoranza un tempo. Sorrido.La curva del sorriso,il cavo del mio umore,somiglia a un arco ben teso,pronto.Nella mia vita deve essercistato un bersaglio un tempo.EContinua a leggere “Fotografia 1948 – Kikì Dimulà”

Eugenio Montale – Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

EUGENIO MONTALE “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scalee ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.Il mio dura tuttora, nè più mi occorronole coincidenze, le prenotazioni,le trappole, gli scorni di chi credeche la realtà sia quella che si vede. HoContinua a leggere “Eugenio Montale – Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”

L’evoluzione del dolore

(31.01.2021) Un giorno tutto questo dolore passerà e forse, citando Peter Cameron, “ti sarà utile” Lo smarrimento che senti adesso si trasformerà in dolore sordo. Dolore sordo, significa dolore profondo, che senti solo tu, come una spina nel cuore che fa tanto, tanto male e durerà per lungo tempo.Poi, con il passare degli anni, quellaContinua a leggere “L’evoluzione del dolore”

Lettera d’amore

“Non mi ingannai. ti riconobbi all’istante.

Albero e pietra scintillavano, senz’ombra.
La mia breve lunghezza diventò lucente come vetro.
Cominciai a germogliare come un rametto di marzo:
un braccio e una gamba, un braccio, una gamba.
Da pietra a nuvola, e così salii in alto.
Ora assomiglio a una specie di dio
e fluttuo per l’aria nella mia veste d’anima
pura come una lastra di ghiaccio. E’ un dono.” (Sylvia Plath)

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