Briciole

Ho sprecato chilometri d’inchiostro per scrivere il tuo nome declinato sotto miriadi di forme e variazioni diverse, tutto ciò che la mia mente potesse contenere, modellando i cerchi dei ricordi alle note fruttate della fantasia: immagini di ciò che spartimmo insieme, a sogni di ciò che mancava per essere perfettamente noi.

Ho cambiato i titoli dei giornali, ho spostato i quadri e sovrapposto foto, triplicato sorrisi mentre perdevo la percezione delle cose, il senso del dolce e della leggerezza, il piacere di vivermi e di starmi accanto, di ascoltarmi parlare, di vedermi nei riflessi delle vetrine, degli specchi, del fondo degli occhi.

A cosa è servito tutto questo, se tu non puoi sentirmi nè tenermi la mano?

A cosa è servito, mi domando, quando sarebbe bastato aspettare che tornasse a cadere la neve.

Pubblicato da Anna racconta Anna

"Ora che era arrivato il cattivo tempo, potevamo lasciare Parigi per un qualche posto dove questa pioggia sarebbe stata neve che scendeva tra i pini e copriva la strada e i ripidi pendii delle colline e un'altezza dove l'avremmo sentita scricchiolare sotto i piedi tornando a casa la sera." ("Festa mobile" di Hernest Hemingway")

2 pensieri riguardo “Briciole

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