“Bring me the sunset in a cup” Portami il tramonto in una tazza”

Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino –
quando dorme colui che tesse
d’azzurro gli spazi.

Scrivimi quante sono le note
nell’estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti – quanti passetti
fa la tartaruga –
Quante coppe di rugiada beve
l’ape viziosa.

E chi gettò i ponti dell’arcobaleno,
chi conduce le docili sfere
con intrecci di tenero azzurro.
Quali dita congiungono le stalattiti,
chi conta le conchiglie della notte
attento che non ne manchi una.

Chi costruì questa casetta bianca
e chiuse così bene le finestre
che non riesco a vedere fuori.
Chi mi farà uscire con quanto mi occorre
in un giorno di festa –
per volare via – in pompa magna.

Emily Dickinson

(Traduzione di Gabriella Sobrino)

da “Emily Dickinson, Poesie”, Newton Compton, Roma, 1987

∗∗∗

Bring me the sunset in a cup

Bring me the sunset in a cup
Reckon the morning’s flagon’s up
And say how many Dew,
Tell me how far the morning leaps –
Tell me what time the weawer sleeps
Who spun the breadths of blue!

Write me how many notes there be
In the new Robin’s extasy
Among astonished boughs –
How many trips the Tortoise makes –
How many cups the Bee partakes,
the Debauchee of Dews!

Also, who laid the Rainbow’s piers,
Also, who leads the docile spheres
By withes of supple blue?
Whose fingers string the stalactite –
Who count the wampum of the night
To see that none is due?

Who built this little Alban House
and shut the window down so close
My spirit cannot see?
Who’ll let me out some gala day
With implements to fly away
Passing Pomposity?

Emily Dickinson

da “Poems”, a cura di Mabel Loomis Todd e Thomas W. Higginson, Boston, Robert Brothers, 1891

Pubblicato da Anna racconta Anna

"Ora che era arrivato il cattivo tempo, potevamo lasciare Parigi per un qualche posto dove questa pioggia sarebbe stata neve che scendeva tra i pini e copriva la strada e i ripidi pendii delle colline e un'altezza dove l'avremmo sentita scricchiolare sotto i piedi tornando a casa la sera." ("Festa mobile" di Hernest Hemingway")

3 pensieri riguardo ““Bring me the sunset in a cup” Portami il tramonto in una tazza”

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